| Jack's profileSati√aPhotosBlogLists | Help |
Sati√aLa ragione e', e deve soltanto essere, schiava delle passioni |
||||
|
|
December 28 L'attenderti è dolce... ... ma avrei preferito di gran lunga il tuo arrivo. Non voglio pesarti oltremodo in questa situazione che di suo mi rendo conto dev'esserti già abbastanza claustrofobica, nel senso da farti mancare l'aria. Non voglio mettermici pure io con i miei pensieri che, per quanto quelli riguardarti te siano splendidi, si chinano giù come un girasole quando il tuo sole non sorge per me. Perciò non ti dico nulla, nonostante le cose che vorrei dirti siano tante. E bada bene, non ce n'è una brutta. Non te le dico non perché sia eccessivamente pudico, non lo sono mai stato in amore; lo fo esclusivamente perché ho detto ad un amico che non ti avrei condizionato in alcun modo, e nonostante le chiacchiere suadenti delle quali sei tutt'ora a lezione forse comportarmi diversamente mi macchierebbe ancor più di quanto già non lo sia. Ma soprattutto lo fo per te, ché non vorrei ti sentissi in colpa per aver passato la notte con lui anziché con me. Ti voglio un gran bene piccola mia, a domani... October 18 Mi ritorni in menteSo che non passerai mai a sfogliare le pagine di questo blog, non sei il tipo.. Difatti di tutto quel che trovi qui non c'e' niente di cui scrivo che abbia un destinatario preciso, non e' roba per eletti ma semplici e meramente spontanei appunti di vita del sottoscritto.. e probabilmente non ti arriveranno mai. L'altro giorno ha fatto capolino tra i miei pensieri un ricordo sopito di qualche tempo fa. Un ricordo forte, fortissimo, che nel momento in cui si e' consumato mi aveva davvero lasciato un segno... e poi come tutti i ricordi e' andato ad adagiarsi in un angolino in attesa di esser rivisitato. Mi e' tornata improvvisa davanti agli occhi la scena di una mattina di un annetto fa, quando ti avevo accompagnata all'ospedale perche' ti eri dimenticata di prendere una pillola. Ricordo come se fosse ora le peripezie per trovare dove facevano i prelievi del sangue, e non dimentichero' mai quando, trovata la porta giusta, girasti su te stessa e d'improvviso cominciasti a correre via in lacrime, spaventata ed impaurita da un futuro che avrebbe potuto divorarti in un boccone, te e tutti i tuoi sogni, dolce e piccola bimba indifesa di fronte a qualcosa molto piu' grande di te. Ti corsi dietro e ti fermai, ti abbracciai e cercai di infonderti quanto piu' coraggio possibile, qualsiasi responso avessero dato le analisi non ti avrei abbandonato, eravamo una cosa sola, e tentai di celarti la mia paura fissando quei tuoi occhini bagnati. E' passato un sacco di tempo da quella mattina, e tante ne sono successe... quando ti penso adesso non e' piu' come prima, non sei piu' una droga bellissima e letale. Bellissima lo sei stata e uccidermi ce l'hai quasi fatta, anche se forse il tuo intento non era quello. Certo, quando le tue labbra mi confidarono che quell'ultima volta che lo facemmo in piscina per te gia' non era piu' amore, e' come se una parte di me fosse volata via. Mi hai dato tanto nel bene e nel male, e con te ho imparato assai piu' cose di quelle che si possono imparare a scuola o stando sdraiati a guardar le nuvole passare. Hai lasciato un bel vuoto dentro di me, sai... ed e' normale. Non avevo mai scommesso cosi' tanto su una persona, non mi ero mai fidato cosi' tanto di un essere umano, era bello farsi addomesticare da te, era bello scoprire il mondo e vederlo riflesso nei tuoi occhi, era bello fare l'amore e mangiare il tuo frutto proibito. Ho scoperto che anche le canzoni d'amore strappalacrime hanno un senso e sanno prenderti piu' d'ogni altra cosa, devi solo essere disposto ad ascoltarle. Devi essere nella giusta condizione mentale. Ormai da questa condizione mentale di cieca sudditanza credo d'esserci uscito almeno un po', perche' riesco a vivere anche senza di te, senza dover fingere di star bene... vivo come al solito prendendo la vita per quel che e', ora per ora, tenendo la schiena dritta e piegandomi ad arte come un giunco a fronte delle avversita', per saper poi risalirle agilmente. Non vivo piu' in apnea tra i dolci ricordi di un tempo che fu, squisito e lontano, perche' non ne posso piu' di logorarmi l'anima con lame di nostalgica malinconia. Semplicemente vivo, non accontentandomi di sopravviverti. Non ho alcun rimpianto e tantomeno rimorso da cantare, con te non ne ho mai avuti, con te tutto quel che e' stato era tassello di un puzzle straordinario che prescindeva da logiche di convenienza o interesse; non mi pento quindi di nulla, e forse e' proprio cosi' che doveva andare. Ti ricordi vero quando ti dissi, citando una bellissima canzone di Jarabe de Palo e Niccolo' Fabi, che per me eri una ferita dentro al cuore, che non fa male...? Ecco, lo penso tutt'ora. Anzi forse adesso penso di aver finalmente capito cosa fosse racchiuso in quelle poche parole di assoluta poesia. September 17 Italia agli ItalianiSpesso può capitare di leggere su qualche muro o, se possibile ancor più fuori luogo, su uno striscione esposto in curva allo stadio frasi come questa che dà il titolo al capitolo. Quello che emerge da un simile motto è, aldilà della retorica ideologica razzista e dai rigurgiti striscianti di fascismo, la presunzione che ci si possa comportare da padroni in casa propria, quando a dire il vero non esiste una casa propria né tantomeno alcun motivo per cui si debba arrogarsi il diritto di poter mettere alla porta chi non è di nostro gradimento. E’ pur vero che esistono determinate entità statali dotate di legittimi governi, di una popolazione che per la maggior parte si riconosce in un insieme di valori condivisi e di una linea più o meno naturale che ne circoscrive il raggio d’azione; ma tali entità, aldilà dell’elevato valore storico e sociale che si può attribuire loro in quanto espressione di una comunità organizzata, non hanno alcuna legittimazione, nessun Dio e nessuna legge di natura o ancor meglio positiva che le riconosca e le autorizzi ad esistere come tali. I confini che ogni giorno puntualmente vengono violati esclusivamente a senso unico -ovvero com’è ovvio dalla miseria verso l’opulenza- non hanno ragione di esistere se non quella di delimitare l’area su cui uno Stato esercita la propria autorità. Ergo tali, essendo appunto finzioni che si riconoscono solitamente in un’espressione geografica, un fiume, una catena montuosa o nella peggiore delle ipotesi un muro della vergogna, non dovrebbero costituire limite alcuno alla legittima libertà fondamentale di ciascun individuo di poter muoversi per l’orbe. August 06 VelenoCome gli adesivi che si staccano Lascio che le cose ora succedano Quante circostanze si riattivano Fuori dai circuiti della volontà Come il vento gioca con la plastica Vedo trasportata la mia dignità Oggi tradisco la stabilità Senza attenuanti e nessuna pietà Oggi il mio passato mi ricorda che Io non so sfuggirti senza fingere E che non posso sentirmi libero Dalla tua corda, dal tuo patibolo E un’altra volta mi avvicinerò Alla tua bocca mi avvicinerò E un’altra volta mi avvelenerò Del tuo veleno mi avvelenerò Come gli adesivi che si staccano Come le cerniere che si incastrano Come interruttori che non scattano O caricatori che si inceppano Io tradisco le ultime mie volontà Tutte le promesse ora si infrangono Penso ai tuoi crimini senza pietà Contro la mia ingenua umanità Scelgo di dissolvermi dentro di te Mentre tu saccheggi le mie lacrime E sarò cieco, forse libero Solo nell’alba di un patibolo Dentro una storia senza più titolo Scegliendo un ruolo senza credito Strappando il fiore più carnivoro Io cerco il fuoco e mi brucerò E un’altra volta mi avvicinerò Alla tua bocca mi avvicinerò E un’altra volta mi avvelenerò Del tuo veleno mi avvelenerò July 20 Memento di questo MomentoQua in Corsica e' davvero molto bellino. Adesso sto scrivendo seduto sugli scalini di una dolce casetta dai muri in pietra, come sono del resto più o meno tutte le casette qua a Piana. Dolci e in pietra. Questa casetta pero' ha una marcia in piu', per due buone ragioni: in primis mi presta giaciglio sui suoi ormai gelidi gradini -sta iniziando a fare un po' freschino- e, last but not least, e' a suoi padroncini che sto scroccando la linea, in questo momento. Aahhh, dio benedica il wireless! Ma soprattutto chi non si cura di mettere una password alla propria linea e concede indirettamente, ma forse con romantica propensione, anche allo straniero di poter fruire del suo, e offre lui una calda e gentile accoglienza. Gelida. Effettivamente qui fa abbastanza freddo. Eppoi sto finendo anche la batteria del MacjaCk. Cazzo, sara' la luna piena nel cielo ormai d'un blu oceano, ora che l'ultimo lampione baluardo della luce ha detto basta. O forse il bozzolo di un'oretta fa, che dopo aver peripeziato un'ora per cercare una linea abbordabile si e' lasciato consumare avidamente dalle mie labbra. O magari la videochiamata con japi, da cui sono uscito ancora piu' intortato grazie al meraviglioso skype. Pero' devo ammettere che mi son lasciato cullare per un bel po', in quel che a me e' parso un attimo, dalla notte che veglia su quest'isola dolce e abbandonata. |
|
||
|
|